venerdì 30 dicembre 2011

Ancora un po' vado in felicità

C'è chi dice che va in bianco, chi va a puttane, chi va con quello o quell'altra. I ragazzini dicono che vanno in felicità. Ti accorgi di crescere quando rivedi nei più piccoli i tuoi comportamenti stupidi. Quelli stupidi, perchè quelli normali  non fanno effetto. Vado in felicità. Come dire vado in treno, vado in macchina, non ha importanza quale forma abbia la felicità, se sia comoda o scomoda, i ragazzini ci vanno. Io non so se sono più capace ad andare in felicità, forse penso troppo e troppo spesso a come si presenterà questo veicolo, se morbido ed accogliente o scomodo, al tatto, alla vista, a tutti i sensi. Scomodo alla mente e ai rapporti. Non è più così facile "andare in felicità", la ragione lo impedisce, fa sì che per tutte le reazioni ci siano prima delle cause e poi però anche delle conseguenze e il crescere è ciò che ti ci fa pensare. Da piccoli non si pensa alle conseguenze della propria felicità. Ma avrà senso chiamarla felicità? Forse non è felicità quella a cui si pensa con sospetto, con fare guardingo, con distacco perchè se ci cade in testa poi fa male. Pure.
Buonanotte...

lunedì 5 dicembre 2011

Fichte, quel nazistone, dice che le sensazioni sono l'unico modo per conoscere il mondo, quella che vedi, quella che senti, quella che odori, gusti, tocchi, pensi è l'unica realtà possibile, se nessuno potesse pensarla allora quella realtà non potrebbe essere, non esisterebbe. La realtà è quella che ci appare, la verità è quella che percepiamo, che ci creiamo. L'apparenza non inganna dunque, è l'unico modo che la natura ha per farsi conoscere, apparire. E' quando è il sntimento ad apparire e scomparire che iniziano i casini, non si capisce più nulla, non si capisce dove il cuore vuole andare a parare, se vuole andare a parare. Sentimenti ed impressioni cambiano, allora cambia anche la realtà? Sarebbe bello che fosse così. Sarebbe utile per capire che no, non ti eri sbagliata, la realtà era quella, tu ci avevi visto giusto. Allora cos'era a sbagliare? La sensazione? Ma non possono essere fallaci alternativamente, o lo sono entrambe o niente. L'impressione, non la prima, quella la cicco costantemente, come potrò fidarmi di nuovo di lei, di me? Fidarsi delle impressioni. Come può di nuovo un sentimente assolutista essere quello giusto? Come potrò dire:"Quella volta era sbagliato, ma questa no, questa è come era allora, intenso uguale, ma questa volta è giusta"? Intenso come allora. I punti interrogativi abbondano, ma i punti fermi scarseggiano ancora... Ci sarà un again? Sono scettica sull'andamento dei miei giudizi, se non era il giudizio giusto allora, quando potrà esserlo, come lo riconoscerò? Come farò a far sì che torni ad essere qualcosa di SPLENDIDO?


Arrenditi è inutile

tu non puoi fermare le maree

o la grandine, un fulmine

questo uragano sta urlando per te



quando arriva l'amore

a spaccarti la vita in un attimo

buona fortuna e sia splendido

...splendido



E non sai più chi sei, che farai

e non puoi nasconderti, no non puoi

ti perderai per rinascere

ma viviti tutto ora che puoi



quando arriva l'amore

a salvarti la vita

viva la vita! Buona fortuna

e sia splendido.. splendido



Non vivi da due secoli

non ti ricordi più

non sai cosa provare

ti guardi e non sei tu



Non vivi da due secoli

non ti ricordi più

non sai cosa provare

ti guardi e non sei tu



Arrenditi! E' inutile

ti perderai ancora...

Danger!



Splendido

splendido

splendido





venerdì 1 ottobre 2010

Questo è un nuovo argomento, questa è un'altra pagina.

martedì 21 settembre 2010

Ecco.

Gli stati d'animo sono le più malleabili e mutevoli caretteristiche dell'uomo, nonchè della donna. Soprattutto della donna.
Dedico il mio momentaneo stato d'animo a te, che forse non leggerai mai o lo farai troppo tardi. Te lo dedico perchè in qualche modo te lo devo, ma soprattutto te lo lascio, te lo passo, te lo cedo.
Ti presto il mio sorriso che fino a poco tempo fa sarebbe stato un ghigno al leggere di te; a stare schiena contro schiena senza toccarsi sono capaci tutti e mi sento vincitrice se mi giro e guardo le tue scapole.
L'amaro rimane e rimarrà, ma in superficie e forse anche un po' più sotto io sono felice. Per te. Per me. Per noi. Sono contenta della tua vita rock, nonostante lo sia diventata senza di me. Sono contenta perchè è proprio quello che volevo o almeno pensavo di volere per te: non è una felicità per principio, è un sentimento vero che galleggia nella mia gola e tiro fuori ad ogni espirazione. Te lo soffierei in faccia, te ne inebrierei, te lo urlerei! Purtroppo l'etere non supporta il materialismo, un po' come noi(?), che non siamo stati capaci ad usare la voce nè per gridarci che siamo delle puttane nè che siamo l'amore della nostra vita. Eppure non c'è un alito di rancore tra le mie viscere, "soltato luce, nient'altro che luce!"
Ti auguro di trovare la tua di luce e di riuscire ad allargare abbastanza i tuoi polmoni per dire al mondo che sei felice, tanto forte, che lo senta pure io.


Dov'è finito il mio ragazzo,
in quale angolo remoto della terra?
Il ragazzo che io amavo più di tutti
fra quelli della scuola?
Io, la maestra, la zitella, il cuore vergine,
che li consideravo tutti figli miei.
Conoscevo davvero il mio ragzzo,
quando lo giudicavo uno spirito ardente,
attivo, sempre in cerca di qualcosa?
Oh, ragazzo mio, ragazzo mio,
per cui passai tante ore delle notte
sveglia a pregare.
Ti ricordi della lettera che scrissi
parlandoti di Cristo, del suo stupendo amore?
Che tu l'abbia ricevuto o meno,
ragazzo mio, ovunque ti trovi,
prenditi cura della tua anima,
in modo che l'argilla che c'è in te,
in modo cheo gni scoria che c'è in te,
si arrenda al tuo fuoco interiore
finchè il fuoco non sia altro che luce...
nient'altro che luce!

martedì 3 agosto 2010

Ritorno temporaneo


Mi capita di ripensarci, ovvio, come a tutti capita di ripensare a momenti importanti. Esiste certo l'importante bello e l'importante brutto, ma mai quello che ti lascia come ti trova. L'importante ti cambia, radicalmente o poco niente, ma se non riesce a innovarti in qualcosa allora non è davvero qualcosa di importante: se è uno smacco all'anima ogni vola che ti viene in mente, se ti ricordi com'eri prima, se allora c'è un prima, allora è stato un gradino.

Tutti sottovalutano l'importanza del gradino, insomma, ti semplifica da matti la vita quando hai una salita ripida da affrontare, ti fa sentire importante, perchè nel momento in cui lo usi capisci che qualcuno ha pensato a te, ha pensato a facilitarti la salita. Poi però ci sono gli scalini fatti male, quelli in cui non sai se farci stare un passo, mezzo, o due, quelli troppo bassi in cui ti inciampi perchè non li vedi e quelli troppo alti, che il giorno dopo senti nelle gambe. NOnostante ciò anche questi li hanno costruiti per noi, con più scazzo o meno scazzo, con più cognizione e meno cognizione, ma comunque per noi...

IMPORTANZA. SCALINO. PER NOI.

A te, che magari leggerai un giorno, voglio dirti che non ti dimentico, che mi torni in mente con gioia. Che sei stato uno SCALINO IMPORTANTE PER ME, sei servito senza farmi comodo, senza il bisogno di usarti, sei arrivato e sei partito con la miglior tempistica che si potesse immaginare. Guardo a quei giorni con stranezza, senza rimpianti o voglia di tornare indietro: è questo quello che ha contraddistinto quei mesi, la BELLEZZA. La bellezza, che parola avvolgente, affascinante, eccitante, suadente!

La Bellezza.


giovedì 18 marzo 2010

Come rimediare? Sarebbe una riflessione troppo impegnativa da affrontare nella semplicità di una fiaba, non è degna dei discorsi sereni che i bambini dovrebbero sempre ascoltare.
La gazza viaggiava e viaggiava, ma mai arrivava da qualche parte, era una passeggera distrattata, non una viaggiatrice. Passava senza rimanere, fino a quando se ne accorse. Aveva bisogno di una nuova meta.
Purtroppo la gazza è un animale ancora troppo terrestre per distaccarsi dalle vanità del mondo e si decise così a cercare punti d'arrivo, che troppo vicini non potevano essere, troppo vicini non vanno bene, troppo vicini sono già visti, troppo vicini sono troppo facili. Ma tutto ciò che conosceva della nuova meta era che faceva parte del mondo, le sue ali non avrebbero resistito ad un impatto con l'atmosfera, anche se lo spazio l'affascinava parecchio.

Ecco il nostro finale (?) aperto. Il mondo mi porta spesso fuori rotta, tanto da rendermi semplice passeggera e non più viaggiatrice.

Dormirei.

giovedì 14 gennaio 2010

Non tutte le creature fiabesche sono buone, altrimenti le storie non si farebbero.
L'antagonista è uno dei personaggi principali da sempre nei racconti di qualunque genere... Non c'è bisogno di spiegarsi i perchè di queste scelte "stilistiche"... Eppure... Io di antagonisti non ne voglio. Ci sono già i fatti a guastare troppe volte le feste e questo basta a far di un sorriso un ghigno maligno.

Ninfe e Maghi sono già troppo umani per potersi liberare di quei sentimenti negativi che si insediano in animi troppo terreni. Successe così, che quando il druido tornò dal suo lungo viaggio, la gazza era talmente felice che lo aspettò su quella solita finestra da cui entrava per confidarsi con l'amico con un delicato fiore di campo nel becco. Il druido tornò con un pesante ritardo rispetto al suo piano di marcia, stanco e affaticato dalle mille magie imparate e compiute si trascinava pesantemente verso casa, strisciando i piedi e le valigie, non vedendo l'ora di sprofondare nel suo letto. Ma appena varcata la soglia del confine della sua amata Riot gli occhi gli si illunimarono e luccicanti si tuffarono su quella finestra e subito le sue braccia furono di nuovo in grado di sollevare bagagli e i suoi piedi di correre verso quella piccola creatura che non abbracciava da troppo tempo.
La gazza gli volò incontro e quasi in picchiata si adagiò tra le sue braccia, sorridendo di gioia e tirando finalmente un profondo sospiro di sollievo, che nel mentre le permise di rimanere inebriata dal suo solito e rasserenante profumo di pulito...
Parlarono tutto il pomeriggio, scambiandosi doni ed esperienze; arrivò presto la sera e la gazza, che mai si dimenticava dei suoi impegni, salutò affettuosamente il Suo mago e dopo avergli raccontato della sua nuova amicizia volò verso le cascate.
Come tutte le sere la ninfa l'aspettava con una nuova composizione e questa sera l'attendeva un'affascinante storia di una bolla d'acqua, che rotolando era giunta dalla sua cascata fino al mare.
La gazza, che come la ninfa non aveva mai conosciuto nei suoi viaggi un luogo così lontano, commentò:"Oh, il mio driudo saprebbe descrivercelo, lui c'è stato in questi giorni sai?" e iniziò a raccontare alla neo-scrittrice delle vicende appena riportatele.
La fanciulla era come sempre gioiosa di ascoltare quella sua voce, ma si accorse che il suo cuore veniva talvolta stretto in un laccio che la rendeva sospirosa.
Ciò accadde spesso nelle sere a venire, quando la gazza le raccontava le sue storie e le storie del suo mago. Dopo un po' la gazza se ne accorse e chiese preoccupata alla ninfa cosa le stesse succedendo e con il suo blocchetto la ninfa le rispose:"A volte il mio cuore si strozza, ho paura".
La dolce creatura, che già una volta aveva sofferto per l'amica si stava chiedendo cosa fosse a questo punto il nuovo fastidio che le stringeva il petto, incapace di spiegarsi questo nuovo sentimento.
Ma la gazza capì che il misterioso cappio che circondava pericolosamente il cuore della bella era quel che noi chiamiamo invidia, gelosia...
E ora, come rimediare?



Help!, I need somebody,
Help!, not just anybody,
Help!, you know I need someone, Help!.
When I was younger, so much younger than today,
I never needed anybody's help in any way.
But now these days are gone,
I'm not so self assured,
now I find I've changed my mind
I've opened up the doors. Help me if you can,
I'm feeling down, and I do appreciate you being 'round.
Help me get my feet back on the ground,
won't you please, please help me?
And now my life has changed in oh so many ways,
my independence seems to vanish in the haze.
But every now and then I feel so insecure,
I know that I just need you like I've never done before.
Help me if you can, I'm feeling down
and I do appreciate you being 'round.
Help me, get my feet back on the ground,
won't you please, please help me?
When I was younger, so much younger than today,
I never needed anybody's help in any way.
But now these days are gone, I'm not so self assured,
now I find I've changed my mind I've opened up the doors.
Help me if you can, I'm feeling down
and I do appreciate you being round.
Help me, get my feet back on the ground,
won't you please, please help me,
help me,
help me, oh.