giovedì 18 marzo 2010

Come rimediare? Sarebbe una riflessione troppo impegnativa da affrontare nella semplicità di una fiaba, non è degna dei discorsi sereni che i bambini dovrebbero sempre ascoltare.
La gazza viaggiava e viaggiava, ma mai arrivava da qualche parte, era una passeggera distrattata, non una viaggiatrice. Passava senza rimanere, fino a quando se ne accorse. Aveva bisogno di una nuova meta.
Purtroppo la gazza è un animale ancora troppo terrestre per distaccarsi dalle vanità del mondo e si decise così a cercare punti d'arrivo, che troppo vicini non potevano essere, troppo vicini non vanno bene, troppo vicini sono già visti, troppo vicini sono troppo facili. Ma tutto ciò che conosceva della nuova meta era che faceva parte del mondo, le sue ali non avrebbero resistito ad un impatto con l'atmosfera, anche se lo spazio l'affascinava parecchio.

Ecco il nostro finale (?) aperto. Il mondo mi porta spesso fuori rotta, tanto da rendermi semplice passeggera e non più viaggiatrice.

Dormirei.

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