giovedì 7 gennaio 2010

Una musa per la ninfa

La gazza quella sera non riusciva a dormire al pensiero di quel viaggiatore e le sue storie. Così decise di mettersi in cammino, un po' per trovare nuove storie, un po' per la frenesia del nuovo metiere scoperto.

Quella stessa notte giunse fino ad una cascata, dove rimase incantata dalla bellezza e dalla voce di una ninfa. La ascoltò con tutti e cinque i sensi e fu così che ne rimase esterrefatta, ipnotizzata, cadendo nelle acque della cascata, che per poco non la annegarono se non fosse stato per la mano di quella splendida creatura. Ripresi i sensi trovò il volto angelico dinanzi al suo becco, che, con voce soave, le chiese come stesse. Ma quella melodia che ad ogni lettera pronunciata risuonava nella mente della bestiola, fece sì che il contenuto delle sue frasi venisse continuamente sommerso dal suono della sua voce e reso vano. E ad ogni parola fu catarsi. La bella ninfa, che non sapeva più come comunicare con l'animale, tacque. Riprese coscienza e, resasi conto dell'accaduto, spiegò alla ninfa ciò che supponeva volesse sapere: le raccontò il perchè del suo viaggio, dilungandosi e perdendosi nella sua logorroicità. La ninfa la ascoltava muta, dato il pericolo che la sua pronuncia rappresentava. Il dialogo (o monologo) dopo poco cadde e la gazza, imbarazzata e dispiaciuta, salutò la donna. Una lacrima scese dagli occhi della divina creatura che era stata nuovamente lasciata sola con il rumore della cascata. La gazza capì la solitudine della fanciulla e voltatasi tornò a guardarla dolcemente e le disse :"Mia cara, il mio viaggio mi aspetta, ma non preoccuparti: ogni sera volerò da te per raccontarti dei miei viaggi". Fu così che la ninfa, ogni sera, ascoltò silenziosamente le avventure della gazza, tra stupore, gioia e talvolta invidia.
Ogni volta che la ninfa sentiva l'aria spostarsi ed i suoi capelli sciogliersi al vento, la gazza arriava e con la sua solita borsa da viaggiatrice le raccontava di posti lontani e di personaggi particolari. La ninfa, che più che ascoltare non poteva fare, si convinse dell'inutilità della sua compagnia, poichè la sua voce aveva un effetto intontente sull'amica, ed ogni dialogo sarebbe stato vano. Non sapeva come ricambiare, non ne aveva proprio idea. La mattina incontrò un gufo, che si era posato sul ramo di un albero vicino a lei. Il gufo, cinico com'era, non badò alla voce ipnotica della mistica creatura e la ascoltò... Come tutti sanno, i gufi sono animali dotti, stanno sempre sui libri e portano occhiali da lenti spessime: per vantarsi della sua qualità offrì alla ninfa lezioni di scrittura. Non volle nulla in cambio, se non complimenti per la sua maestosità, ma ovviamente era sott'inteso. Passarono, ore, giorni, settimane e la ninfa riuscì finalmente ad apprendere l'arte della scrittura da condividere con la sua amica gazza, che finalmente non doveva più lasciar domande senza risposte. Quella sera la commozione della gazza era tangibile. Le chiese tutto ciò che mai era riuscita a scoprire e questa volta rimase ammaliata e non ipnotizzata dalle parole della ninfa. Era davvero piena di belle parole e dolci sentimenti... dolci sentimenti dettati da lei, dalla viaggiatrice per caso. Da gazza si era trasformata in musa. Una musa ispiratrice per la più bella ninfa del bosco.

1 commento:

  1. Ci sono volte in cui vorresti dire tanto, e se tanto non basta vorresti dire tutto, ma le parole che ti stanno per uscire non rendono giustizia a quello che senti. Tutto rischia di diventare banale. E se c'è una cosa che tu non sei, piccola gazza, è proprio questo. Dici sempre di essere prevedibile ma non è così. Sei come il fuoco. Imprevedibile allo stesso modo. Ti leggo o ti penso, non c'è differenza in ciò che mi suscitano queste azioni. Che ancora una volta io non posso fare altro che inseguire, nella speranza che non passino.

    Perchè è vero che viviamo giorno per giorno, è vero che prendiamo in giro il Tempo e lo Spazio, ma siamo pur sempre persone vere dentro ad una favola, e gli uomini hanno il difetto di aver paura di perdere ciò che li fa stare bene.

    Ci sono cose che non conosco ancora, posti che non ho visto e voli che fin'ora ho solo potuto sperare di fare.
    Spero, ancora una volta questa parola, che questa piccola gazza abbia voglia di volare ancora a lungo intorno al mio pianeta.

    Ciao piccola.

    Riot

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