C'è una storia da raccontare, prima di tutto, che è il perchè di questo mio nuovo blog... Magari qualcuno l'avrà già vista...
C'era una volta un mago, il mago di Riot, anzi era un druido, e Riot fu la sua città natale, nel sud della Francia, in una regione allora chiamata Gallia. Il mago viveva nel suo villaggio senza render conto a nessuno, era un maniaco dell'ordine, nonostante nessuno avesse mai potuto ammirare la sua linda casetta col suo profumo di pulito. Profumo di detersivo diremmo oggi.
Lo scherzo della vita volle che una timida gazza decidesse di posizionare il nido proprio sul comignolo del suo caminetto. Così, il giorno in cui il druido decise di lustrare la cappa con l'aria del mantice, infilatosi nello stretto cunicolo diede aria: la cenere, non avendo via di sfiato, si cosparse per tutta la casa, annerendo ogni singolo, ordinato, lucido oggetto. Il druido cominciò ad infuriarsi e la gazza, sentendo il trambusto, volò sulla finestra mai aperta della casa dell'uomo. Dopo la sfuriata, il mistico individuo udì il ticchettio del becco sul vetro, sembrava il rumore dei passi di una donna con i tacchi (non vi stupite se alcuni elementi non seguono la giusta cronologia delle scoperte, è una favola!), che lo incuriosì al punto da aprire la finestra, mai aperta prima.
La gazza, dopo aver capito il danno che aveva causato, si offrì in aiuto ed il mago, ammaliato dal suo lucido piumaggio bianco e nero, lasciò da parte il suo burbero carattere e accettò l'aiuto.
La scena fu un po' come quella del film di Biancaneve, quando entra nella casetta dei sette nani e a loro insaputa, lei e gli animaletti puliscono tutta la casa. ll druido non era all'oscuro della rivoluzione che stava accadendo in casa sua, eppure, una volta terminato, se ne stupì.
Ma la gazza, vedendo quegli oggetti così lucidi non seppe resistere e, accecata dalla sua indole, giorno dopo giorno passava a trovare il suo padrone di casa e al momento dei saluti nascondeva un piccolo oggetto luccicante sotto l'ala. Passarono così settimane, sempre col rumore del becco sulla finestra, sempre nascondendo nel nido quegli oggetti così attraenti , per istinto più che per cattiveria, non a caso si chiama gazza ladra. Non lo faceva apposta, era una malattia, Era cleptomania.
Un giorno, assalita dai sensi di colpa, bussò come sempre alla finestra, ma quel giorno il suo cuore non sorrideva e lui, che era pur sempre un mago, lo notò. "Devo confessarti una cosa amico mio" disse lei e aprendo un pesante fagotto, lasciò rotolare tutta la merce rubata; il druido, senza scomporsi, andò in camera da letto, prese una scatola di latta e la aprì. Era piena di penne bianche e nere. "Ecco, anche io te lo devo confessare, ho rubato le tue penne, una al giorno da quando vieni qui."
Sorrisero, era un circolo vizioso, andava bene così... =)

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